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lunedì 17 marzo 2008

Trasferimento blog

Tutti gli interventi di questo spazio più dei nuovi sono stati trasportati nel nuovo spazio (forse -FORSE- definitivo) qui:

http://ventoeluce.wordpress.com

Aggiornate i preferiti! ^^

martedì 5 febbraio 2008

Blog chiuso

Come ho già scritto nell'altro sito, questo blog è stato riunito con quello originale. Questo quindi sarà l'ultimo intervento che scriverò qua sopra. Ringrazio tutti quelli che sono passati di qua e li invito a venirmi a trovare nell'altro spazio che mi sono preso (in attesa di trovare una piattaforma definitiva).

Il nuovo link è questo:
http://giomez.spaces.live.com

Grazie a tutti!

Gio.

sabato 22 settembre 2007

Hallelujah

Through dark skies....
(CC) by Gigglejuice

Leonard Cohen
Hallelujah

Now I’ve heard there was a secret chord
That David played, and it pleased the Lord
But you don’t really care for music, do you?
It goes like this
The minor fall, the major lift
The baffled king composing Hallelujah
Hallelujah, Hallelujah
Hallelujah, Hallelujah

Your faith was strong but you needed proof
You saw her bathing on the roof
Her beauty and the moonlight overthrew her
She tied you
To a kitchen chair
She broke your throne, and she cut your hair
And from your lips she drew the Hallelujah
Hallelujah, Hallelujah
Hallelujah, Hallelujah

You say I took the name in vain
I don’t even know the name
But if I did, well really, what’s it to you?
There’s a blaze of light
In every word
It doesn’t matter which you heard
The holy or the broken Hallelujah
Hallelujah, Hallelujah
Hallelujah, Hallelujah

I did my best, it wasn’t much
I couldn’t feel, so I tried to touch
I’ve told the truth, I didn’t come to fool you
And even though
It all went wrong
I’ll stand before the Lord of Song
With nothing on my tongue but Hallelujah


Hallelujah, Hallelujah
Hallelujah, Hallelujah

mercoledì 22 agosto 2007

La voce del mare

Twilight at Muriwai Beach

Il fragore continuo, il sordo eco dell'acqua scoabordare e schiantarsi contro gli scogli del molo, dei sassi irregolari e spigolosi del frangiflutti. Lo smussato continuo soffiare di un freddo vendo da nord-ovest che picchia e soffia sulla pelle, impallidita da quell'aria prepotente.

E poi le onde, che con la loro schiuma di latte arrivano ai piedi crepitando e frizzando, lanciando spruzzi nell'aria agitata, sembrano volere arrivare a te e a portarti con loro nell'immensità dell'abisso.

E allora puoi dire di avere sentito la voce del mare: un urlo muto, profondo come la tenebra e sommo come se toccass le nubi più alte. Una voce concreta, eppure impalpabile, eterea e misticamente reale; un eco di un tempo passato che parla di ora e di domani e che ti chiama e ti domanda, ma poco risponde. Cresce prorompente e fragorosa al largo e poi si spegne per un attimo, assorbita dai minuscoli granelli di sabbia perlacea, ed ecco che immancabilmente torna a scaturire dalle fosse dimenticate dell'oceano e sale su nella notte quale pianto di gioia o malinconica canzone.

E allora puoi dire di avere sentito la voce del mare.

lunedì 13 agosto 2007

Midnight Rose
(CC) by Lumiere2005

Una rosa blu
sulla pelle tua.
Mi ricordi Londra snob e bionda
con un filo di follia.
Dicono di te:
pare che ci stai
che ti scaldi presto, che poi tutto il resto
e non ti leghi mai.
Ma se fossi mia
io ti legherei con un laccio al cuore
che ti faccia male quando te ne vai.

Io sulla pelle io te lo scriverei
che mi piaci perche' sei come sei,
col tatuaggio con quella rosa blu
ch'è il tuo coraggio e la tua risorsa in più.
E ti rtacconto di me, di lei ma chi
se ne frega ma sì, doveva andare così.
E non mi accorgo nemmeno
che vuol dire "ti amo"
che s'è aperta di piu' la rosa sul tuo seno.

Una rosa blu
che non va più via
dolce un po' perversa come un po' diversa
è la tua fantasia.
Una rosa blu, come non ce n'è,
ma una cosa rara sono io stasera
che la chiedo a te.

Io sulla pelle io me lo scriverei
l'amore in macchina no, non c'e' magia.
Un tatuaggio perché va dove vai
al mare o dove si può,
purche' scappare via.
E mi racconto di te, di lei ma chi
se ne frega ma sì, doveva andare così.
E non mi accorgo nemmeno
che ti ho detto "ti amo"
quando s'apre di più sul seno la tua rosa blu.

Se fossi mia ti legherei,
ma ho un laccio al cuore e non ci sei.
Al mare o dove c'eri tu
mi punge la tua rosa blu.
Dolce un po' perversa la tua fantasia,
ma una rosa blu
sulla pelle mia
me ne accorgo adesso, passo dopo passo
che non va più via.


Michele Zarrillo
Una Rosa Blu

venerdì 3 agosto 2007

Vivere

Old Clouds


Andrea Bocelli
Gerardina Tobato

Vivere



Vivo ricopiando "Yesterday"
e sone sempre in mezzo ai guai.
Vivo e ti domando cosa sei,
ma, specchio, tu non parli mai.
Io che non potrò mai creare niente,
io amo l’amore ma non la gente,
io che non sarò mai un dio.

Vivere, nessuno mai ce l’ha insegnato,
vivere fotocopiandoci il passato,
vivere, anche se non l’ho chiesto io di vivere,
come una canzone che nessuno canterà.

Ma se tu vedessi l’uomo davanti al tuo portone
che dorme avvolto in un cartone,
se tu ascoltassi il mondo una mattina
senza il rumore della pioggia,
tu che puoi creare con la tua voce,
tu pensi i pensieri della gente,
poi di dio c’è solo Dio.

Vivere, nessuno mai ce l’ha insegnato,
vivere, non si può vivere senza passato,
vivere è bello anche se non l’hai chiesto mai,
e una canzone ci sarà sempre qualcuno che la canterà.


Qualcuno non mi basta.

Vivere
Perchè, perchè, perchè,
cercando ancora il grande amore.
Perchè non vivi questa sera?
Vivere
Perchè, perchè, perchè,
come se mai dovessimo motire.
perchè non vivi ora?
Vivere per poi capire all’improvviso…
Perchè, perchè, perchè la vita non è vita perché...
…che in fondo questa vita tu
...non l’hai vissuta.

Vivere cercando ancora il grande amore.
Vivere come se mai dovessimo morire.
Vivere per poi capire all’improvviso...
Perchè, perchè, perchè la vita non è vita perché...
…che in fondo questo vita tu
...non l’hai vissuta mai.

Ti dico no,
ti dico si,
ti dico che
ho voglia di vivere.

sabato 28 luglio 2007

Camera con Vista

Florence at sunset
«Gli ho insegnato io» disse Mr Emerson, sempre con un tremito nella voce, «ad aver fede nell'amore. Gli ho detto "Quando arriva l'amore la vita diventa reale". Gli ho detto "Non è vero che la passione acceca. No. La passione è una cosa sana, e la donna che ami,... la donna che ami è l'unica persona al mondo con la quale avrai sempre una vera intesa."» Il vecchio sospirò. «Ed è vero, è tutto vero, e lo sarà in eterno, nonostante io sia arrivato alla fine e nonostante i risultati».

sabato 14 luglio 2007

Appartengono a tutti noi.

The Past Returns
(CC) by Clydeye



La vita è un insieme di luoghi e di persone che scrivono il tempo.

Il nostro tempo.

Noi cresciamo e maturiamo collezionando queste esperienze.

Sono queste che poi vanno a definirci.

Alcune sono più importanti di altre, perché formano il nostro carattere.

Ci insegnano la differenza tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

La differenza tra il bene e il male.

Cosa essere e cosa non essere.

Ci insegnano chi vogliamo diventare.

In tutto questo, alcune persone e alcune cose si legano a noi in un modo spontaneo e inestricabile.

Ci sostengono nell’esprimerci e nel realizzarci.

Ci legittimano nell’essere autentici e veri.

E se significano veramente qualcosa, ispirano il modo in cui il mondo cambia e si evolve.

E allora, appartengono a tutti noi e a nessuno.




Spot Nuova Fiat 500 (2007)

sabato 16 giugno 2007

È delicato

An Evening in May
(CC) by Robin Papa



Tu lo sai che non è la fine;
sì che lo sai
che viene Maggio e sciolgo le brine
si che lo sai.
Resti d'inverno
persi nel vento;
io non mi stanco, no, no
e vengo a cercarti in un sogno amaranto.

Questo cuore sparpagliato
per il mondo se ne va.
Questo cuore disperato
è delicato.

Dove sei Arcobaleno?
E cosa fai?
Miele selvaggio quando ti sogno
che cosa fai
nel cuore mio,
tra il nulla e l’addio?

Questo cuore sparpagliato
Per il mondo se ne va.
Questo cuore disperato
è delicato.

Così mi manchi
nell’universo,
in mezzo al mondo.
Così ti cerco
e grido forte
da in mezzo al mondo.

Solo io
posso trovarti;
solo io.
E inginocchiarmi
solo io
per innalzarti.
Mio sole mi senti?
Solo io;
da quante lune
solo io
ti aggiusto il cuore;
Solo io.
Io sono un'ombra
e tu
e tu sei il sole

Yehee yehee
Cosi’ mi manchi
Yehee yehee
E grido forte
Yehee yehee
Da in mezzo al mondo
Mio sole rispondi.

Questo cuore sparpagliato
è delicato
e tutto qua.

Zucchero

lunedì 11 giugno 2007

Lighthouse

Cape Byron Lighthouse
(CC) by Mute*

Una luce
nell'immenso
va e viene

lunedì 4 giugno 2007

Leaving Port

Night Watch

Sali
molli gli ormeggi
e prendi il largo
verso il sole.

mercoledì 30 maggio 2007

Abituati ad amare

Quiet Morning On Utah Lake
(CC) by IvanoMak


«È vero: noi amiamo la vita non perché siamo abituati a vivere, ma perché siamo abituati ad amare.

Nell'amore vi è un po' di follia. Ma anche sempre un po' di giudizio nella follia.

Anche a me, che sono in buoni rapporti con la vita, sembra che farfalle e bolle di sapone e ogni cosa di questa specie si trovi fra gli uomini, abbiano più che ogni altra sapore di felicità.

Veder volteggiare queste animucce leggere, pazzerelle, graziose e mobili, è cosa per cui Zarathustra si mette a piangere e cantare.

E quando vidi il mio demone, lo trovai serio, meticoloso, profondo e solenne: era lo spirito della gravità - per lui cadono tutte le cose.

Non si uccide con l'ira, ma con la risata. Su! Lasciateci ammazzare lo spirito della gravità!

Ho imparato a camminare: da allora mi piace correre. Ho imparato a volare: da allora io non voglio che mi si spinga perché cambi di posto.

Adesso sono leggero, adesso volo, adesso guardo al di sotto di me, adesso un dio danza in me.»
Così parlò Zarathustra.

FRIEDRICH WILHELM NIETZSCHE
Così Parlò Zarathustra

lunedì 28 maggio 2007

Ricordi..

Red Pine Pano
(CC) by peter bowers

[subito dopo Sensazione, prima di suonare Figura dal Cielo in un live]

Questo pezzo però oltre a toccare i nostri ricordi deve farci capire che nella vita ci possono strappare tutto,
tranne quelli però.

Kekko

lunedì 21 maggio 2007

The Pianist
(CC) by CharlieStyr
Uno.. su 88..
Era solo uno e sapeva fare solo una cosa: suonare una sola nota.
Non proprio il massimo per uno che era nato e che aveva vissuto in mezzo a spartiti, note, sonate e fughe. Eppure quella nota la sapeva suonare proprio bene! Lo dicevano tutti.
- Quell'entrata in mi bemolle è stata fantastica! - aveva commentato una sera il direttore del Conservatorio, e non ci fu bisogno di aggiungere altro.
Il successo non gli mancava, il nome nemmeno e più volte aveva suonato in teatri e sale diverse. Una volta aveva pesino inciso un disco, finché, una mattina di gennaio, decise di smettere di suonare.
E allora ci fu scompiglio ovunque: chi se ne accorse lo disse subito agli altri musicisti, i quali dapprima non diedero minimo risalto alla notizia che era come acqua fresca d'estate. Ma quando a turno andarono e sentirono il silenzio che rimaneva e riempiva l'immenso auditorium proprio quando lui doveva suonare la sua magica nota si incupirono e si resero conto del problema. Aveva deciso di smettere di fare quello che sapeva fare meglio di ogni altro e di chiudersi in un malinconico mutismo. E proprio quella sera avrebbe dovuto suonare assieme all'orchestra più famosa del paese.
Ma nessuno se ne interessava, oppure non avrebbe saputo da dove cominciare.
Finché tra la folla uscì un piccolo ometto con un cappello nero e un impermeabile marrone con le toppe sui gomiti.
Si avvicinò e chiese gentilmente ai presenti di lasciarli soli.
- Perché non vuoi suonare? - E con queste parole cominciò il loro colloquio che durò appena una mezz'ora.
La sera la sala era piena di gente di ogni estrazione: c'era chi portava vestiti firmati, c'era chi leggeva con attenzione il programma del concerto puntualizzando col vicino che gli era parso azzardato accostare un Kachaturian ad una fuga di Bach, c'era chi era entrato solo per difendersi dalla pioggia.
A quel punto entrò il pianista, in smoking e giacca a doppia coda e si portò al centro del palco.
L'applauso accompagnò l'inchino, dopodiché le luci si affievolirono piano piano fino a quando restò soltanto un timido riflettore ad illuminare la tastiera e metà del viso dell'artista.
Ci fu un istante di silenzio che parve un anno, quand'ecco il più bel mi bemolle mai suonato prima. Il più puro, il più cristallino! Aveva suonato.
Lui, un piccolo tasto. In mezzo ad una tastiera di 88 fratelli.
Spesso quando perdiamo una cosa dapprima non ce ne accorgiamo; in fondo ce ne sono tante altre. Ma col passare del tempo ci rendiamo conto di una cosa: ci sono musiche che non si potranno mai suonare senza di lei. E allora non sappiamo cosa fare, cerchiamo le cause, studiamo i rimedi, ma a volte è il caso di fermarsi per un attimo, una mezz'oretta, e vedere che alla base di tutto c'è una semplice rottura, ma le cui conseguenze si sono estese. Una volta arrivati qua, se da entrambe le parti c'è la voglia, è facile ricominciare. E i suoni saranno il doppio più belli.

venerdì 18 maggio 2007

Only Hope

(CC) by Today is a good day


Mandy Moore
Only Hope


There's a song that's inside of my soul
It's the one that I've tried to write over and over again.
I'm awake and in the infinite cold
But You sing to me over and over and over again.

So I lay my head back down
And I lift my hands and pray
To be only Yours
I pray
To be only Yours
I know now
You're my only hope.

Sing to me the song of the stars
Of Your galaxy dancing and laughing and laughing again.
When it feels like my dreams so far
Sing to me all the plans that You have for me over again.

So I lay my head back down
And I lift my hands and pray
To be only Yours
I pray
To be only Yours
I know now
You're my only hope.

I give You my destiny
I'm giving You all of me
I want Your symphony
Singing in all that I am
At the top of my lungs
I'm giving it back

So I lay my head back down
And I lift my hands and pray
To be only Yours
I pray
To be only Yours
I pray
To be only Yours
I know now
You're my only hope.